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tradimenti

Asia cap 17


di MissSerena
06.04.2026    |    814    |    2 6.0
"“A me le troie piacciono così, col culo rotto che non dicono nulla anche se le tratti per quello che sono..."
Il modo con cui Franca aveva duramente punito Adriano, aveva scosso e non poco il mio fidanzato, il quale iniziò a girarmi intorno come un gattino, riempendomi poi di coccole non appena ne aveva il tempo. In principio avevo trovato quel suo atteggiamento gradevole, ma col passare del tempo lo sopportavo sempre meno, ma non dissi nulla avendo paura di ferire i suoi sentimenti.
S’avvicinava però il mio compleanno e Amedeo sembrava sempre più indaffarato nel prepararmi la classica festa a sorpresa, lasciando però pesanti indizi sulle sue intenzioni. Come tutte le persone sane di mente odiavo le feste a sorpresa, preferendo qualcosa di più intimo e minimalista, come una torta da tagliare con pochi ma buoni amici, e qualche bel regalo da scartare.
Il giorno prima del mio compleanno, Amedeo mi chiese d’uscire con lui, chiedendomi però di essere un po’ sexy, il che era davvero strano considerando che odiava quel tipo d’abbigliamento. In ogni caso scelsi una mini nera che abbinai ad un top verde, per poi coprire il tutto con uno spolverino un po’ lungo d’entrambi i colori, finendo col calzare un paio di stivali piuttosto alti.
“Vado bene così ?” gli chiesi mostrandomi a lui con quel look estremamente sensuale.
“Sì direi che sei perfetta.” mi rispose quasi sbavando.
Quel che non riuscivo a comprendere era come facesse Amedeo ad eccitarsi vedendomi vestita quel modo, dopo che m’aveva guardata con delle lingerie molto sexy, per non parlare di quando ero del tutto nuda.
In ogni caso prese la macchina per portarmi in un piccolo locale in centro, e poco dopo esserci seduti, si mise vicino a lui un uomo che non avevo mai visto.
“Asia ti presento Tonino, un amico conosciuto in rete.”
Impiegai forse meno d’un secondo a capire che tipo d’amico potesse essere quel Tonino, ma volli passar per scema e fare la tontolona.
“Piacere Asia, quindi sei un amico del mio fidanzato, posso chiedere da quanto ?”
Tonino fu colto alla sprovvista dalla mia domanda, ma dopo un momento d’imbarazzo, s’inventò una storia anche divertente su loro due, alla quale feci finta di credere, per poi passare al contrattacco.
“Se lo conosci bene sai che non è geloso, quindi perché non vieni a sederti qui vicino a me ?” gli proposi passandomi l’indice sul labbro inferiore.
“Ma certo e poi questo sedile è davvero scomodo.” mi rispose lui passando dalla mia parte del tavolo.
Non appena quell’uomo fu al mio fianco aprii le gambe sino a mostrargli un po’ le mutandine, e lui fu un falco a mettermi una mano sulla coscia.
“Amedeo mi ha detto che neanche tu sei gelosa di lui.” mi disse Tonino facendo risalire la mano sino ad arrivare all’inguine.
“No e ti ha anche detto di quanto gli piace guardarmi quando sono con un altro ? E di quando mi ha visto con più di un uomo ?”
“Sì e no però questa cosa va approfondita, sei stata con due uomini ?” mi chiese mentre la mano aveva oramai raggiunto le mie mutandine.
“Anche con tre, lo so è un po’ da troia, ma ci sono certi giorni che mi sento più disponibile del solito, come oggi peccato che tu sia solo soletto.”
“Se mi dai le tue mutandine chiamo due amici che saranno certamente disponibili a raggiungerci, che ne dici ?”
Io non gli risposi ma m’alzai quel tanto che bastava per potermi togliere quanto richiesto e passarglielo sotto il tavolo, dopodiché lui prese il suo cellulare per fare una telefonata.
“Tutto a posto, i miei amici Anselmo e Romero c’aspettano a casa mia, quindi se vuoi basta alzarsi e fare due passi.”
“Va bene ma che nome è Romero ?” gli chiesi incuriosita.
“Non lo so ma lui è cileno, però tranquilla l’italiano lo sa anche se parla poco, in compenso ha ben altri argomenti di discussione.” mi rispose ridendo.
C’alzammo per incamminarci verso l’appartamento di Tonino che era veramente a cinque minuti a piedi, durante i quali non smise mai di riempirmi di complimenti.
Una volta entrati nell’ascensore il suo modo di fare divenne improvvisamente molto più audace, tanto che mi spinse contro un lato per baciarmi ed infilarmi una mano fra le gambe arrivando subito alla passera.
“Sai che non vedo l’ora di riempirti la fica di cazzo.”
“Anch’io perché alle parole preferisco sempre i fatti.”
Lui mi tirò su la minigonna sino a quando questa non divenne poco più di una fascia sulla mia pancia.
“Una donna bella come te dovrebbe girare nuda e prendere tutti i cazzi che vuole.” mi disse prendendomi per mano per portarmi fuori dall’ascensore.
In preda ad un momento di follia mi tolsi lo spolverino che diedi ad Amedeo, restando così di fatto nuda, ma per fortuna la porta dell’appartamento di Tonino era a pochi metri, e non c’era nessuno sul pianerottolo.
Prima d’aprire la porta di casa lui mi strinse un’altra volta a sé per baciarmi, ma questa volta la sua mano si poggiò sul mio sedere che palpò a lungo, prima d’infilare la chiave nella serratura.
“Amici guardate che bellissima donna ho portato.” esclamò Tonino non appena entrammo in quella che era un po’ misto fra una sala da pranzo ed un salotto.
“Oh cazzo ma sono già nudi !”
La mia espressione d’incredulità non sfuggì a nessuno, ma del resto cos’altro potevo dire dopo aver visto Anselmo e Rodrigo che erano placidamente seduti su un divano senza neanche le mutande.
Il primo che s’alzò fu Anselmo, un quarantenne fuori forma, ma con una gran bella mazza che gli pendeva ancora floscia fra le gambe, e che mi salutò con un bacio fin troppo caloroso. Dopo di lui fu il turno di Romero, che invece era il più giovane dei tre stalloni, con un vistoso tatuaggio sul petto, che mi salutò con meno foga, ma facendomi ben sentire la sua mano su una chiappa.
“Prego vieni a sederti in mezzo a noi così facciamo conoscenza.” mi disse Anselmo indicandomi il centro del divano dove m’andai a sedere.
Fra un bacio e una palpata mi ritrovai ben presto nuda, così come il padrone di casa che non so da dove, tirò fuori un grosso dildo conico che fissò per terra tramite una ventosa, per poi coprirlo di olio.
“Vuoi farti un giro sul mio misuratore di puttanaggine ?” mi propose ridendo “Non credo ci sia bisogno di spiegarti come funziona, però se non vuoi fa lo stesso e passiamo oltre.”
“Perchè no, in fondo è solo un gioco, solo dammi una mano perché ho un po’ paura di cadere.”
Con l’aiuto di tutti e tre gli uomini già nudi, m’inginocchiai sul dildo per poi poggiarne la punta contro il mio buchetto. Senza usare nessuna forza, ma solo scendendo con molta calma, mi ritrovai quasi metà di quel folle gioco nel retto, ma soprattutto la passera che colava umori per quanto ero bagnata per l’eccitazione.
Rimanendo in silenzio afferrai la mazza di Tonino per farlo mettere davanti a me ed iniziare a succhiarla, per poi prendere in mano quelle degli altri due uomini. Com’era ovvio i tre diedero vita a una giostra con me in mezzo che cercavo d’accontentarli in modo equo, col risultato che mi ritrovai ben presto tre mazze in piena erezione, ed io che non vedevo l’ora di farmi scopare.
“Sai che è uno spreco avere una così col culo pieno, ma non di cazzo.” disse Anselmo facendomi alzare per poi farmi sistemare carponi sopra il divano “Quindi adesso te lo metto dietro tanto ce lo devi avere bello aperto.”
Prima ancora che lui si sistemasse dietro di me, Romero si piazzò davanti per infilarmi il suo bastone in bocca, quasi avesse paura che mi sarei messa ad urlare mentre Anselmo mi sodomizzava. L’uomo fu in realtà a dir poco brutale, ma dopo aver tenuto per non so quanto tempo quel cuneo nel retto, il suo membro entrò fin troppo facilmente, col risultato che mi coprì d’insulti.
“A me le troie piacciono così, col culo rotto che non dicono nulla anche se le tratti per quello che sono. Questa poi è anche buona con un culo da favola, quindi è solo da sfondare a più non posso.”
“Parla meno e scopala di più, anche se ce n’è per tutti e tre perché questa vuole solo prender del gran cazzo.” gli rispose Tonino “Anzi sai che ti dico ? Che non vedo l’ora di sbatterla in due e peccato che non si possa fare tutti e tre insieme.”
Com’era più che naturale i tre uomini iniziarono a dire quello che mi avrebbero fatto, con un crescendo di perversità da far sfigurare un film porno. Ad Anselmo si sostituì Tonino che era il più ‘tranquillo’ del terzetto, ma che non per questo non sapeva come farmi sentire la sua mazza quando mi penetrava. Alla fine fu il turno di Romero che com’era prevedibile fu un vero animale, tanto che quasi mi tolse il fiato nel momento in cui mi sodomizzò completamente.
Pur non essendo la prima volta che ero con più d’un uomo, con loro tre fu un misto di naturalezza e perversione che non avevo mai provato. Nonostante non fosse una situazione nata per caso, ma studiata fin troppo bene da Tonino su ovvia richiesta di Amedeo, era come se non ci fosse nulla di programmato, se non il fatto che dovessi uscire da quell’appartamento col culo sfondato.
“Romero così l’apri del tutto e dopo non c’è più divertimento.” disse Anselmo al sudamericano.
“E tu chiavala, la fica ce l’ha solo per questo.” gli rispose il tatuato.
“Hai ragione ma devi sempre mollarla almeno un attimo.” sentenziò Tonino ridendo.
Romero mi lasciò ma solo per il tempo di permettermi d’impalarmi sulla mazza del quarantenne, che m’aspettava placidamente seduto su una poltrona, per poi potermi fare nuovamente sua con ancora più violenza.
Per quanto potessi essere già dilatata, mi fece sentire fin troppo bene la sua nerchia che entrava nuovamente nel mio retto, mentre Tonino mi teneva chiusa la bocca con la sua mazza, impedendomi di fatto d’urlare per il gran dolore. Nonostante ciò non dissi nulla cercando solo di rilassare il più possibile ogni muscolo del mio corpo, cercando così di ricavare il massimo del piacere da quella situazione così scabrosa.
Ne seguì una nuova e più perversa giostra, dove ognuno di loro teneva occupato un mio orifizio trattandomi come la peggiore delle puttane, non immaginando forse che era proprio ciò che cercavo, e non solo perché così godevo almeno quanto loro, ma anche per ridicolizzare ancor di più Amedeo, che al confronto di chiunque di loro era poco più di un bambolotto buono a nulla.
Non dissi nulla neanche quando Anselmo e Tonino entrarono insieme nel mio retto facendomi vedere le stelle, con Romero che l’incitava a sfondarmi sino a farmi uscire il sangue dall’ano.
Anche se ridotta a poco meno di una bambola senza più alcuna dignità, godevo senza sosta anche se cercavo di nasconderlo forse per l’ultimo barlume di pudore che mi era rimasto. Amedeo però aveva ben capito quello che stavo provando, ed infatti non provò in alcun modo a fermare quella mattanza che stavo subendo, lasciando che quei tre sconosciuti abusassero di me come meglio credevano, sapendo che non solo ero consenziente, ma che in fondo lo volevo più di loro.
Alla fine mi ritrovai nuovamente in ginocchio coi tre uomini che mi schizzavano il loro orgasmo soprattutto sulla faccia e sul seno, finendo così quella piccola orgia, che fu la più estrema mai fatta in vita mia.
“Andiamo in bagno così m’aiuti a pulirmi.” dissi ad Amedeo prendendolo per mano e dirigendomi verso il servizio.
Una volta chiusi dentro gli sbottonai i pantaloni e gli feci un paio di seghe facendo sì che anche il suo seme finisse insieme a quello di chi aveva appena finito di scoparmi.
“Ora pulisci e non provare a dire una parola.” gli ordinai sapendo che avrebbe ubbidito senza neanche provare a controbattermi neanche per un attimo.
Amedeo leccò tutto ciò che avevo sul viso e sul seno, mandandolo giù come gli avevo detto, e ringraziandomi quando finì il suo compito.
Tornammo dal terzetto degli stalloni giusto il tempo per rivestirmi per poi salutarli ed andare via, tornando quindi a casa in un silenzio quasi irreale.
“Io faccio una doccia, se vuoi prepara la cena oppure ordinala.” dissi una volta a casa, ben sapendo che quel giorno avevo fatto fare ad Amedeo un altro passo verso la sua più totale sottomissione al mio volere.

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